IL MONASTERO DI S. TERESA NUOVA IN VIA AMENDOLA

 

 

 

« Voglio che il suolo di questa Casa venga calpestato dalle Figlie di S. Teresa d'Avila ». Questo fu l'anelito degli ultimi anni di vita, e « l'ultima volontà testamentaria espressa sul letto di morte dall'illustre Cav. Giuseppe Gimma, alla sua nobile e diletta Calò (...). Il buon Dio accolse il pio desiderio del Signor Giuseppe Gimma. Il suo avito palazzo, trasformato in un piccolo Carmelo, dopo appena tre anni dal suo decesso, avvenuto in Bari il 10 maggio 1917.
La Signora Antonietta Calò, mantenendo fede alla volontà del consorte, propose subito il progetto della nuova fondazione a Mons. Giulio Vaccaro, allora Arcivescovo di Bari, che lo approvò di buon grado.
La Fondatrice del monastero fu la stessa figlia dei coniugi Gimma, Suor Teresa di Gesù.
Nata il 10 marzo 1880, aveva apportato ai suoi genitori, provati dalla perdita di due figli, nuova gioia e nuove speranze. Le fu imposto il nome di Teresa.
A 18 anni chiese di entrare a far parte delle Figlie di S. Teresa. Tale richiesta, com'era da prevedersi, mise lo scompiglio nella serena casa dei coniugi Gimma, i quali guardavano alla figliuola, come all'unica erede del loro casato.
« Alla mente dei coniugi Gimma, si prospettò il vuoto più desolante per la separazione dalla loro unica figlia. Le speranze più rosee per un luminoso avvenire, s'infransero ad un tratto, e il loro nido di amore divenne freddo per il temuto distacco che tra poco doveva avvenire. Furono escogitati vari mezzi per sviare dal cuore della giovane Teresa la vocazione religiosa, ma nulla bastò a rimuovere dalla sua nobile decisione la futura Carmelitana, che disprezzando quanto il mondo poteva offrirle, nel fiore dei suoi anni, il 29 maggio 1898, sorretta da una forza arcana varcò la soglia benedetta del Carmelo di S. Giuseppe in Bari... ».
« Dopo il Postulato, che fu abbastanza prolungato per le preghiere del Cav. Gimma, che- sperava e attendeva il ritorno della sua amata figlia nell'avita Casa, Teresa potè finalmente vestire le Sacre lane del Carmelo, tra l'ammirazione e l'entusiasmo di quanti la conoscevano. Le fu conservato il nome di battesimo per le istanze ancora del suo papà ».
Quando le giunse, il 13 luglio 1920, il comando formale da parte dell'Arcivescovo di lasciare il suo monastero per dare vita al nuovo Carmelo, Suor Teresa lasciò subito (14 luglio 1920) l'amato Chiostro, « dopo ventidue anni di pace e di gioie intime, gustate nella dolce oasi di S. Giuseppe », e fece ritorno alla casa paterna.
« Il giorno seguente, 15 luglio, per espressa volontà di S. Eccellenza, Mons. Vaccaro, venne celebrata la prima S. Messa nella cappellina improvvisata del Palazzo Gimma (...). In quello stesso giorno, Sua Eccellenza fece pervenire una lettera a Suor Teresa, promettendo di proteggere la nascente opera ed invitandola ad iniziare i lavori di trasformazione del Palazzo » (Archivio del Monast.Ben presto fu formata la Comunità, secondo le leggi carmelitane.

 

Nel 1932, l'Arcivescovo Augusto Curi, d'accordo coi Superiori dell'Ordine, decise di trasferire le Religiose in altro luogo, lontano dalla città. Fu acquistata l'attuale villa ed ampliata e modificata secondo le esigenze. La Comunità lasciò il Palazzo Gimma, e si trasferì in Via Salerno nel 1935.
Il 5 giugno 1938, le Religiose emisero i voti. solenni, e dieci anni dopo, nel 1948, il primo dicembre, la M. Fondatrice, che aveva già visto prosperare la sua opera, dopo una vita edificantissima, rese la sua anima a Dio.
Il 22 aprile 1954, il Monastero fu posto sotto la giurisdizione dell'Ordine.
Infine, nel 1959, la Comunità si trasferì in una nuova Casa, costruita nella stessa proprietà di Via Salerno (oggi Via Amendola), acquistata nel 1934.